LUCERA – Manca poco più di un mese al tanto temuto esame di stato, un rito di passaggio verso l’università o il mondo del lavoro. Tante sono le paure, le domande, i timori che assalgono noi studenti. Le più frequenti? La paura di fare scena muta, di non riuscire a studiare tutto nei tempi previsti, di fare brutta figura, del commissario esterno, dei professori, insomma la paura di essere bocciati! Avere vuoti di memoria è uno degli incubi maggiori che tormenta noi ragazzi, quante volte ci succede di essere preparati, ma al momento del dunque non ricordare niente? È un classico.

Per non parlare del fatto che riuscire a finire tutto il programma in tempo sembra un’impresa impossibile, a causa dei compiti, delle interrogazioni che sembrano non finire mai. Inoltre uno dei pensieri più frequenti è quello di fare una “figuraccia” davanti a compagni di classe, genitori, insegnanti, presidente e deludere le loro aspettative. A ciò si aggiunge il timore del giudizio del commissario esterno, che non ci ha vissuto giorno per giorno, non ci conosce, e potrebbe essere severo,  fare domande insidiose, e giudicarci in maniera negativa. Tutte queste insicurezze potrebbero venire a galla il fatidico giorno e influire negativamente sull’esame.  

A tutto ciò si aggiunge il periodo particolare che stiamo vivendo, il Coronavirus. Infatti di certo non si può dire che questo esame sarà come gli altri: non ci saranno gli scritti, sostituiti da un unico orale di un’ora che verrà svolto in presenza. Noi ragazzi siamo disorientati, ci sentiamo insicuri, stressati, non pronti per affrontare ciò. Questo è dovuto principalmente al fatto che da due anni siamo in didattica a distanza, scuole chiuse, lockdown, coprifuoco e tanto altro ancora…Malgrado ciò, non possiamo far altro che sperare nel bene e augurarci buona fortuna!

Mucciacito Maria