La pandemia causata dal Covid-19 è iniziata ormai da più di un anno e mezzo. Lockdown e allentamenti delle misure restrittive si sono alternati ciclicamente non solo in Italia ma in tutto il mondo. Ciò che ha accomunato tutte le fasi del complesso periodo storico che stiamo vivendo è stata la ricerca affannosa di un vaccino contro il nuovo Coronavirus. Se da una parte c’è stato chi ha tirato un sospiro di sollievo, dall’altra, alla perplessità per la velocità con cui i vaccini sono stati messi a punto, si sono alternate vere e proprie crociate no-vax. Le campagne vaccinali sono ad un ottimo punto almeno nei Paesi occidentali. Ma come cambierebbe la nostra vita se venisse commercializzata una pillola da prendere comodamente a casa per curare il Covid? Questa domanda dobbiamo porcela, perché tale futuro potrebbe presto trasformarsi in realtà. Vediamo perché.

LA TEMERARIA SFIDA DELLA MERCK&CO

L’azienda Merck&Co, filiale statunitense della società Merck KGaA, ha le idee chiare: brevettare il primo antivirale somministrato per via orale contro il Covid-19. La “pillola Merck” è un farmaco a base di molnupiravir, che agisce contro un enzima di cui il Sars-CoV-2 necessita per replicarsi nell’organismo. Vanno assunte quattro pillole al giorno per cinque giorni, ed il farmaco aumenta la sua efficacia se somministrato entro cinque giorni dalla comparsa dei sintomi di infezione da Coronavirus, quindi nelle prime fasi della malattia. Rispettando queste tempistiche, il farmaco sarebbe in grado di dimezzare il rischio di ricoveri e di decessi per i pazienti adulti affetti da Covid in forma lieve o moderata. 700 dollari è il costo per ogni ciclo di terapia.

La “pillola Merck” può non solo essere assunta senza somministrazione o sorveglianza medica ma anche, fattore ancor più cruciale, senza ricorrere all’ospedalizzazione, evitando di gravare sulle strutture sanitarie, i cui reparti Covid fagocitano posti letto (non solo in terapia intensiva) che potrebbero essere destinati a persone con altre patologie. Uno studio clinico effettuato su 775 pazienti non vaccinati ha dato risultati incoraggianti.

LA CORSA PER IL PRIMATO

La Merck ha intenzione di richiedere il prima possibile l’approvazione emergenziale della sua pillola a base di molnupiravir alla Food and Drug Administration, scalzando così la Pfizer, che ha da poco avviato l’ultima fase di studio su due diverse pastiglie antivirali, e la Roche, che sta sviluppo un farmaco molto simile. L’azienda si è detta pronta a consegnare 10 milioni di dosi già entro la fine dell’anno.L’immunologo di punta della Casa Bianca Anthony Fauci si è detto impressionato dai risultati della pillola Merck: gli USA sono stati il primo Paese a stipulare un accordo con la casa farmaceutica e, una volta acquisito il via libera dalla FDA, riceveranno 1,7 milioni di dosi di molnupiravir. Anche altri Stati si sono messi in comunicazione con la Merck. Inoltre, l’Agenzia europea del farmaco ha preso in considerazione la rolling review, uno strumento regolatorio cui l’EMA ricorre per accelerare la valutazione di un medicinale che si mostra promettente durante un’emergenza sanitaria pubblica.

UNA SOLUZIONE PER I PAESI POVERI

La “pillola Merck” potrebbe rappresentare uno strumento efficace, almeno temporaneamente, per i Paesi più poveri, dove i tassi di vaccinazione sono molto bassi. Da parte sua, la Merck non si è tirata indietro davanti alla responsabilità sociale che il suo ruolo richiede nei confronti degli Stati con disponibilità economica più limitata. Innanzitutto, la casa farmaceutica differenzierà i prezzi a vantaggio di questi Paesi e ha preso contatti con cinque aziende che producono farmaci generici in India per aumentare la produzione dell’antivirale. Inoltre, non richiedendo particolari condizioni per il trasporto, potrebbe essere portato agevolmente anche nelle aree più remote.

L’ “EFFETTO PILLOLA” NEI MERCATI FINANZIARI

La guerra al primato per la commercializzazione della pillola è solo una faccia della battaglia della Merck. Infatti, Dopo aver annunciato la sperimentazione di un farmaco da assumere a casa per via orale, il titolo della casa farmaceutica è volato di oltre il 9% a Wall Street, mentre sono scesi in picchiata quelli di Novavax, Moderna e Biontech. Questa può essere considerata una fotografia in numeri del futuro nella battaglia al Covid che vuole imporsi sullo stato di cose presenti.

Mentre alcuni Paesi stanno valutando la possibilità di somministrare una terza dose di vaccino ed altri hanno già iniziato a farlo, è inevitabile interrogarsi sul ruolo che la “pillola Merck” potrebbe avere nella lotta al Covid. Psicologicamente, avere una cura affidabile nei casi di infezione lieve o con un rischio moderato, da assumere senza allontanarsi dalle mura domestiche, potrebbe far tirare un sospiro di sollievo a coloro i quali hanno ripreso a frequentare spazi sociali, come gli studenti e in generale i lavoratori non in smart-working che ritornano ad interagire con i colleghi e gli utenti. Sicuramente, potremmo avere una nuova arma da non sottovalutare. 

(Featured Image Credits: Tgcom24)