LUCERA – È passato un anno da quando per via della pandemia gli istituti italiani sono stati chiusi ed è stata introdotta la DAD ovvero la cosiddetta didattica a distanza, per consentire a noi studenti di continuare a seguire le lezioni stando a casa, cercando di limitare, almeno in parte, la diffusione del Covid 19.

Questa didattica a distanza è stata però vissuta in modo diverso tra noi studenti. Vi sono, infatti, punti di vista nettamente contrastanti. Una buona parte di noi afferma di essere favorevole alla DAD. C’è chi sostiene che questo nuovo metodo abbia permesso di avere più tempo a disposizione e ciò ha consentito di poter scoprire nuove passioni e nuovi hobby. C’è chi, invece, ne ha approfittato per organizzare meglio il proprio tempo, studiare con maggiore impegno e migliorare i propri voti.

Un’altra parte di noi studenti sostiene, invece, di aver vissuto la dad in maniera più che negativa sotto diversi aspetti a partire da quello scolastico fino ad arrivare a quello sociale.  Infatti, molti di noi affermano che con la didattica a distanza il carico di cose da studiare è aumentato notevolmente, se non addirittura raddoppiato. Riteniamo che i professori siano diventati molto più esigenti e che lo stare a casa non abbia aiutato anzi, la maggior parte di noi afferma di aver perso la propria motivazione allo studio. Un  altro aspetto negativo è sicuramente il fatto che non tutti siamo dotati di una connessione efficiente, il che rende difficile seguire le lezioni e in alcuni casi ciò incide anche sulle interrogazioni poiché questo viene visto dai professori come uno stratagemma. Tuttavia, ciò che pesa maggiormente a tutti noi è senza dubbio l’assenza dei contatti sociali con i docenti, ma soprattutto con i nostri compagni di classe. Altro problema rilevante è sicuramente la perdita di concentrazione perché questo metodo aumenta le cause di distrazione.

La dad, dunque, è uno strumento che ha aiutato tutti noi studenti in questo periodo di pandemia ma non potrà mai sostituire la qualità della didattica in presenza.

Anna Di Ruberto