C’è una tendenza in atto da qualche anno a questa parte ed è quella del crowdfounding, la raccolta fondi attuata tramite piattaforme specifiche attraverso le quali associazioni o privati cittadini, servendosi della pubblicità ottenuta sui social, convogliano fondi per una causa comune. Uno strumento molto utilizzato per finanziare progetti di varia natura, imprenditoriali e sociali, profit e no profit, tra cui le startup.

Il no profit, infatti, è uno dei settori maggiormente in crescita, spesso usato per fini di propaganda personale, ma quando utilizzato per sostenere cause importanti e maggiormente sentite dalla collettività, resta comunque un ambito apprezzato come apprezzabili sono gli coloro che vi si adoperano.

Il termine crowdfounding deriva dall’unione di due termini: crowd, che significa “folla”; funding, che significa finanziamento.

Esistono fondamentalmente 4 tipologie di crowdfounding. Il più utilizzato è il Reward Crowdfounding.

La forma di crowdfounding probabilmente più diffusa, inizialmente molto utilizzata per finanziare progetti culturali e artistici (film, CD musicali, libri, fumetti, ecc.): in questa tipologia i finanziatori ricevono una ricompensa non monetaria.

Oggi è molto usata nel mondo delle startup, non solo per finanziare, ma anche – e soprattutto – per testare un prodotto.

C’è poi il Lending Crowdfounding, noto anche come social lending o P2P (Peer to peer) lending, questa è una forma di crowdfounding attraverso la quale un privato presta una somma di denaro ad un altro privato, attraverso una piattaforma intermediaria, ricevendone in seguito la restituzione comprensiva di interessi.

Ancora poco diffusa in Italia, questa tipologia al momento non è molto usata dalle startup, data la modesta entità delle somme raccolte attraverso le piattaforme

Infine, l’ultima tipologia è quella chiamata Donation Crowdfounding, adottata soprattutto delle organizzazioni no profit per finanziare progetti sociali senza scopo di lucro, questa tipologia è a tutti gli effetti una donazione e, come tale, non prevede alcuna ricompensa, restituzione o partecipazione agli utili per i finanziatori. La piattaforma più utilizzata resta CrowdFundMe, l’unica anche ad essere quotata a Piazza Affari e la prima per numero di investitori negli anni ha collezionato un successo dopo l’altro. Il 2020 è stato chiuso in bellezza con una campagna record che ha raccolto oltre 2 milioni e 700mila euro con il progetto DeepSpeed, il primo jet navale fuoribordo elettrico brevettato da Sealence Spa. È la prima volta che una startup innovativa raggiunge un risultato del genere.

  Fonte – Ariel