La musica si riprende la scena al concertone del primo maggio e lo fa dopo un anno di sospensioni ed eventi live saltati; un anno in cui è cambiato l’approccio quotidiano al vivere e due governi si sono susseguiti in questi 12 mesi e mezzo di pandemia.

Non ci si poteva aspettare che dopo il ritorno sul palcoscenico un artista- influencer come Fedez non ci salisse con un monologo politico e condito sul trito tema dell’omofobia, proprio all’indomani del successo ottenuto dal trash show di Pio e Amedeo a Mediaset. Sarà forse che il rapper milanese sente la sua luce offuscarsi da quella del duo foggiano? Ipotesi. Fatto sta che la buona sorte sta accompagnando i due comici che proprio da Milano hanno registrato le tre puntate del loro primo show in prima serata, un successo garantito proprio da quel trash presentato con nonchalance nudo e crudo, senza alcuna volontà di mascherarlo o di edulcorarlo. Un tentativo, forse questo del rapper milanese, di riconquistare la platea di follower, imbastendo anche una diatriba con i vertici Rai cavalcando pure la sempre trita questione della censura, come se gli italiani non sapessero che gran parte dei contenuti dell’ormai sempre più ingessato palinsesto di viale Mazzini sia filtrato fino all’osso. Travaglio e Santoro docet.

Ci sarebbe da chiedersi se oggi, nonostante (e forse a maggior ragione), ai cittadini sempre più vessati dai problemi causati da una pandemia che non accenna a spegnersi, sia consentito offrire uno spettacolo che mostri il talento per cui ci si esibisce e non, forse, un pistolotto moraleggiante su temi di cui il governo e i due rami del Parlamento stanno dibattendo.

Ai lettori la discrezionale (ci mancherebbe) sentenza. Fateci sapere la vostra rispondendo al piccolo sondaggio.

Ariel